16musas-183-selGuido Cagnacci

Pittore di felice ingegno, ma d’infelice fortuna”, uno dei grandi pittori del Seicento.

Nato a Santarcangelo nel 1601 da una famiglia di mercanti, compì studi pittorici a Bologna, dove conobbe l’opera di Guido Reni e si trasferì per un periodo a Roma dove rimase affascinato dal naturalismo del Caravaggio. Ebbe numerose commissioni dal clero riminese, grazie al fascino delle sue opere, intrise di naturalismo e di sentimento. Compì però il “grave delitto” di innamorarsi di una facoltosa contessa, Teodora Stivivi vedova Battaglini. Cercò addirittura di fuggire con lei dopo aver stretto un patto di nozze in gran segreto. La fuga venne però sventata: non era concepibile che nobili e plebei potessero sposarsi. Cagnacci, perseguitato e abbandonato dalla committenza ecclesiastica, fu costretto a cercare lavoro in altri luoghi.
Inizialmente visse tra Santarcangelo e Cesena. Si unì, senza contrarre matrimonio, ad una giovane modella, costretta dall’artista a travestirsi da ragazzo poiché Cagnacci rivendicava ancora i suoi diritti sulla cospicua dote della contessa.

Continuando però maldicenze nei suoi confronti, fu costretto a peregrinare in altri luoghi: Forlì, Faenza, Bologna ed infine, sotto falso nome, visse per dieci anni a Venezia. In questa città espresse tutta la sua carica passionale dedicandosi, per una committenza laica, alla realizzazione di opere raffiguranti donne sensuali in abiti succinti, Cleopatre, Maddalene e varie Allegorie.

L’ottima fama raggiunta, portò l’imperatore Leopoldo I ad ospitarlo presso la sua corte a Vienna, presso la quale però morì dopo pochi anni, nel 1663.

Santarcangelo custodisce due capolavori dell’artista: la pala con Gesù Bambino, S. Giuseppe e S. Eligio firmata e datata 1635 conservata nella Chiesa Collegiata e la Madonna col Bambino concessa da Luigi Koelliker al Museo Storico Archeologico (MUSAS) della città.