Il Circolo del giudizio

A cura di Pierangelo Fontana, direttore biblioteca comunale di Santarcangelo.

“Toh, e circal de giudeizi!”. Così qualche santarcangiolese bontempone, con sarcasmo tutto romagnolo, cominciò a denominare un gruppo di irrequieti e giovani intellettuali ed artisti di Santarcangelo (Rimini), amici tra loro, che alla fine della guerra cominciò a ritrovarsi e a riunirsi, prima a casa di uno di loro, Nino Pedretti, poi in uno dei caffè del paese. Al caffè Trieste – allora gestito dai genitori del poeta Raffaello Baldini – ci si incontrava per discutere su tutto: di politica, di letteratura, di pittura, musica, cinema, per organizzare cineclub, ma anche, più semplicemente, per giocare a bigliardino o a pallamano.

Il clima particolare che si respirava in quegli anni di forti passioni e di esaltanti speranze – a Santarcangelo come altrove – e la possibilità di entrare in contatto con autori e libri fino ad allora introvabili o proibiti (“Lorca è stato il Che Guevara dei nostri vent’anni” dirà poi Rina Macrelli), con forme musicali fino ad allora sconosciute (il jazz), con le nuove correnti cinematografiche (principalmente il neorealismo italiano) favorirono la nascita di un gruppo che, “rumoroso, battagliero e spregiudicato, turbò non poco il ritmo tranquillo di vita dei concittadini” (Gianni Fucci) e lo portarono ad essere oltremodo attento alle novità e sperimentazioni che si venivano in quegli anni maturando, in Italia come all’estero, nei vari campi culturali ed artistici.

Il gruppo si andò aggregando spontaneamente; formato all’inizio da Flavio Nicolini, Nino Pedretti e Raffaello Baldini, si ampliò grazie all’impulso di Tonino Guerra, appena tornato dal campo di prigionia. Quest’ultimo portò per qualche tempo a Santarcangelo Renzo Vespignani, Graziella Urbinati e Marcello Muccini, i romani del “Portonaccio”, sostenitori dell’impegnato linguaggio figurativo realista. Vennero così direttamente coinvolti i pittori locali: Federico Moroni, Giulio Turci e Lucio Bernardi.

Al gruppo si erano aggregati anche Rina Macrelli e Gianni Fucci, il più giovane. Agli incontri ogni tanto partecipava, arrivando in bicicletta da Longiano, Tito Balestra; da Cesena arrivava Alberto Sughi. Importante anche la presenza, durante i suoi brevi ma ricorrenti ritorni a Santarcangelo, di Augusto Campana (è a lui che Guerra sottopone i versi di Scarabocc, prima della pubblicazione).

Poi, a partire dalla fine degli anni Quaranta e soprattutto con l’inizio degli anni Cinquanta, il “cenacolo” comincia pian piano a disperdersi; alcuni dei protagonisti cominciano a trasferirsi nelle grandi città della cultura. “Poi” – ricorda Flavio Nicolini – “il gruppo si è rotto: l’esperienza poetica dell’angoscia e della disperazione ci stava ormai cambiando tutti. Lello Baldini va a Milano, Nino Pedretti rimane a Santarcangelo ma già comincia a cercare luoghi ed esperienze diverse. Tonino [Guerra] parte per Roma. E qui comincia il cinema anche per lui […]. Io vado e vengo tra Santarcangelo e Roma”.

Così termina l’esperienza del “Circolo del Giudizio”, ma cominciano a maturare le opere e i frutti più significativi e maturi dei suoi protagonisti. “Una storia di questa singolare esperienza è ancora da scrivere” annotava alcuni anni or sono Stefano Pivato. Anche alcune importanti risposte debbono essere ancora date. Per quale ragione in quegli anni a Santarcangelo, un paese che nel 1951 contava dodicimila abitanti, si è registrata una tale fioritura artistica e letteraria? E come mai si è avuta la contemporanea presenza di personaggi che segneranno, ciascuno a modo suo ed in settori diversi – letterario, cine-televisivo, pittorico – la vita culturale nazionale? Ed ancora: quali sono stati gli stimoli nati durante questa esperienza e che cosa frutteranno successivamente, nelle produzioni mature dei suoi protagonisti?

Bibliografia:

– E circal de giudeizi: un ricordo di Nino Pedretti – Gianni Fucci (Longo, 1987)

– E circal de giudéizi: Santarcangelo di Romagna nell’esperienza culturale del secondo dopoguerra. Catalogo della mostra: arti figurative (Simonetta Nicolini), letteratura (Manuela Ricci), cinema e televisione (Gianfranco Miro Gori). Santarcangelo di Romagna 16 dicembre 2000 – 7 gennaio 2001. (Clueb, 2000)